qualità

l'acidità dell'olio:
il numero che
non sapevi leggere.

Giuseppe Via 18 settembre 2025 5 min di lettura
Produzione artigianale olio extravergine – Montifertili, Acri, Cosenza

"acidità inferiore allo 0,8%" — l'hai letto mille volte sulle bottiglie. ma cosa significa davvero? e perché alcuni produttori si vantano di valori come 0,15% o 0,2%? ecco tutto quello che devi sapere per leggere un'etichetta come un esperto.

cos'è l'acidità nell'olio d'oliva?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'acidità dell'olio non è qualcosa che si sente al gusto — non è il piccante o l'amaro. È una misura chimica: la percentuale di acidi grassi liberi (principalmente acido oleico) rispetto al totale dei grassi presenti.

Negli oli di qualità, i trigliceridi (le molecole grasse "buone") restano intatti. Ma quando le olive subiscono danni fisici, fermentazione o uno stoccaggio prolungato, i legami molecolari si spezzano e si liberano acidi grassi. Più alto il valore, più l'olio è stato "stressato".

"l'acidità non si sente. si misura. ed è uno specchio fedele di come sono state trattate le olive."

i limiti di legge: cosa dice il regolamento europeo

Il Reg. (CE) 1513/2001 stabilisce i limiti massimi di acidità per ogni categoria di olio:

categoria acidità massima
extravergine ≤ 0,8%
vergine ≤ 2,0%
lampante (non edibile crudo) > 2,0%

Quindi: tutti gli oli extravergini sono sotto lo 0,8%. Ma c'è una differenza enorme tra 0,79% e 0,15%. La legge ti dice solo il minimo accettabile.

cosa significa un'acidità bassissima?

Valori intorno allo 0,2-0,3% indicano:

  • olive sane, integre, raccolte al momento giusto
  • nessun danneggiamento durante la raccolta
  • molitura entro poche ore dalla raccolta
  • assenza di fermentazioni durante lo stoccaggio delle olive

Il nostro olio Montifertili viene analizzato ogni anno da un laboratorio accreditato. L'acidità certificata si mantiene costantemente sotto lo 0,3% — segno che ogni fase della produzione è curata con precisione.

l'acidità si può falsificare?

In laboratorio, un olio può essere deacidificato (trattamento fisico che abbassa artificialmente il valore di acidità). Questo è lecito per l'olio "vergine" o raffinato, ma non per l'extravergine, che per regolamento deve essere ottenuto solo per mezzi meccanici senza alterazioni chimiche o fisiche che modifichino la composizione.

In pratica: se un extravergine ha acidità molto bassa ma un profilo sensoriale piatto e incolore, c'è qualcosa che non torna. Un buon olio a bassa acidità ha anche un fruttato vivace, amaro e piccante percettibili.

come leggere l'etichetta

In etichetta, l'indicazione dell'acidità non è obbligatoria per la categoria extravergine (la legge richiede solo che sia ≤ 0,8%). Chi la indica volontariamente, di solito lo fa perché ha qualcosa di cui vantarsi.

Guarda anche: anno di raccolta (campagna olearia), zona di produzione geografica, certificazione biologica e — se disponibile — l'analisi sensoriale (panel test) o la scheda tecnica con i parametri chimici completi.

acidità certificata < 0,3%

il nostro olio ha
i numeri che contano.

ordina l'olio
Hai domande? Chiedi qui
Chatta su WhatsApp